
Non sono mai stata una a cui piace il calcio. Le uniche partite che qualche volta guardo sono quelle a scopo benefico o dove gioca l’Italia. A dire il vero, a volte i mondiali di calcio attirano la mia attenzione soprattutto quando giocano quei paesi verso i quali nutro un senso di appartenenza, vuoi per le lingue che ho studiato, vuoi per amici e parenti che li abitano.
Questa sera la finale dei mondiali 2026 vede in campo l’Argentina contro la Spagna. Un bel match per chi, come me, ha studiato spagnolo.
Vedete, il mio primo approccio con questa lingua è stato grazie a degli amici argentini. Devo a questo incontro la mia pronuncia seseante (per la spiegazione vi mando online, google sicuramente ve lo spiega meglio di me!).
L’Argentina è un paese entrato in casa fin da quando ero piccola per le soap opera degli anni 80-90 amate da mia mamma e alle elementari ho avuto la fortuna di avere un compagno di classe che arrivava proprio da là. Inoltre uno dei personaggi dei fumetti che adoro è nata dalla matita di un argentino: Mafalda, la creatura di Quino.
Credo che l’Argentina ci abbia regalato anche uno dei papi che mi sono piaciuti e ho amato. Papa Francesco. Me lo immagino già con la sciarpa al collo che guarda giù tifando il suo paese di origine.
L’Argentina è anche un po’ italiana. Sono tanti i nostri connazionali, in cerca di un futuro migliore, partiti con la valigia di cartone verso questa nazione. Se guardate il cognome di alcuni giocatori vedrete sicuramente questo miscuglio italo-argentino.
Non me ne voglia quindi la Spagna, per la quale nutro comunque molto affetto visti i miei studi, ma stasera tiferò Argentina.
¡Vamos Argentina!
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