
Oggi 2 novembre è la giornata dedicata alla commemorazione dei defunti. Nella mia famiglia sono tante le persone che, come dicono gli alpini, sono andate avanti: neonat, bambin, ragazz, adult e anzian*. La morte fa parte della vita. Dovrebbe essere una cosa alla quale ormai siamo avvezzi eppure ogni volta non ci si abitua mai. Negli ultimi anni, con la morte dei miei genitori, la morte l’ho incontrata da vicino. Siamo abituati a crederci invincibili, ad agire come se fossimo eterni, non pensiamo che prima o poi ci spegneremo. Forse è proprio la nostra mente che ci protegge dal pensare che un giorno ce ne andremo. Forse se ogni tanto ci pensassimo ci comporteremo diversamente. Magari faremo meno caso alle cose futili, all’accumulo di cose e ci concentreremo sulle cose belle della vita. Quando una persona muore, al di là delle credenze di ogni religione, resta nella vita delle persone che ha incontrato attraverso ricordi, insegnamenti e azioni compiute. Chiedetevi quindi che che eredità, non materiale, volete lasciare.
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