Stanotte Amelia si è svegliata piagnucolando perché aveva fame. Le ho dato un pezzo di biscotto non l’ha voluto perché era rotto, vista l’ora non avevo voglia di oppormi e l’ho assecondata dandole uno intero (a volte ai bambini non piacciono le cose rotte). L’ha mangiato e si è rimessa a dormire.

Subito dopo però la mia mente mi ha portato l’immagine della mamma di Gaza che ha dovuto aspettare la morte di fame del suo bambino perché non aveva niente da dargli. Nel mondo ce ne sono tante di mamme così.

Mi rendo conto che nella nostra società è tutto tanto. Troppo. Stiamo abituando i nostri figli ad avere ciò che chiedono. Noi stessi spesso facciamo fatica a fare rinunce. Non è facile.

Le nostre case sono piene di oggetti e i nostri frighi di cibo. Col rischio di far scadere gli alimenti per poi gettarli. Vivere nella semplicità è dura. Rinunciare allo shopping continuo pure. E poi c’è lei: la società. Spesso il contesto in cui viviamo ci porta a omologarci a stili di vita al di sopra delle nostre possibilità. E se cambiassimo rotta?

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